Nel carcere di Teramo si crede fermamente nel valore rieducativo della pena. Per questo motivo, ogni progetto trattamentale viene selezionato con grande attenzione, puntando a efficacia e risultati concreti. Guidata da questo spirito, la direttrice Lucia Avantaggiato, ha introdotto da tempo il gioco degli scacchi come “buona pratica” interna. Un’iniziativa che, per il secondo anno consecutivo, ha visto i detenuti partecipare a competizioni internazionali sotto la guida tecnica dell’istruttore Guido Piantieri.
Se lo scorso anno il confronto si era limitato al contesto europeo, quest’anno i confini si sono ampliati a livello globale. Il 13 ottobre si è infatti svolto il campionato intercontinentale di scacchi online per detenuti, promosso e organizzato dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE). A livello nazionale, la partecipazione delle squadre italiane – tra cui Teramo e Cagliari – è coordinata dalla Federazione Scacchistica Italiana, attraverso la sua Commissione Sociale e i progetti legati a Chess for Freedom, con la preziosa collaborazione del referente regionale Mirko Trasciatti.
Gli scacchi sono un gioco di società, ma riflettono sulla vita dei partecipanti insegnamenti profondi. Prima di tutto, impongono di ragionare: ogni mossa richiede riflessione, una dinamica di cui tutti avremmo bisogno prima di agire nella quotidianità. Insegnano poi la progettualità, l’importanza di avere una strategia per evitare di lasciarsi trasportare passivamente dagli eventi, col rischio di trovarsi in situazioni di grave disagio. Questo gioco educa inoltre a gestire l’impulsività e a saper aspettare il momento opportuno per reagire, superando la fretta che spesso conduce all’errore. Infine, impone il rispetto di regole precise e una gestione ottimale del tempo, che non permette né decisioni affrettate né pericolosi tentennamenti.
Nessuno più di chi si trova recluso per aver commesso un errore può trarre beneficio da questi stimoli. Attraverso la scacchiera, i detenuti sperimentano il controllo delle emozioni, imparano a rialzarsi dopo una sconfitta ridefinendo la propria strategia e assaporano la gratificazione della vittoria. È l’esperienza vissuta dai partecipanti delle 140 squadre provenienti da 56 Paesi di tutto il mondo (di cui 21 femminili, 25 giovanili e 94 maschili o miste) che si sono sfidati ieri.
I quattro titolari della squadra di Teramo, affiancati da due riserve, hanno affrontato questa competizione d’alto livello con estrema serietà. Non è mancata l’ansia da prestazione dovuta al forte desiderio di fare bella figura, ma lo spirito di squadra ha prevalso sulle tensioni individuali.
Dato l’alto livello degli avversari, Teramo ha conquistato un ottimo terzo posto nel proprio girone – collezionando due vittorie, due pareggi e due sconfitte – mancando di un soffio la qualificazione alla fase finale, andata alle compagini dello Zimbabwe e del Malawi. Al di là del mero dato sportivo, resta l’alto valore formativo e riabilitativo dell’esperienza.
Per i detenuti, la partecipazione ai corsi annuali e a gare di tale portata rappresenta un momento di sano divertimento, ma soprattutto un viaggio oltre le mura dell’istituto: un’opportunità di libertà ideale che scavalca la condizione di detenzione.
Durante il torneo, detenuti, operatori penitenziari, agenti di polizia e istruttori della Federazione hanno condiviso le stesse identiche emozioni, uniti in un’unica squadra. Questo percorso di crescita continuerà stabilmente a Teramo, forte di una valenza formativa che pochi altri giochi sanno restituire. La direttrice Lucia Avantaggiato ha già confermato la ferma volontà di proseguire con i corsi e, chissà, magari il prossimo anno sarà proprio l’istituto abruzzese a salire sul gradino più alto del podio mondiale. Del resto, l’ambizione e l’impegno per fare scacco matto non mancano.













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